Google Mobile-Friendly Update: la guida anti-panico!

Per la seconda volta mi appresto a scrivere una guida anti-panico a un cambiamento di Google (sto quasi pensando di aprire una rubrica). La prima riguardava l’aggiunta delle notifiche nel pannello di Google Analytics, una cosa un po’ banale direte voi, ma sono tutt’ora convinto che questo aggiornamento, a suo tempo, ha scaturito diversi attacchi d’ansia 🙂 .
Questa guida è rivolta, invece, a quelle persone che vedono nella data del 21 aprile 2015 l’inizio della fine del mondo oppure che provano un sentimento di panico simile a quello provato poco prima del 1 gennaio 2000. Beh, se rientri in questa categoria di persone forse è meglio se continui a leggere.

MIllenium Bug

Come fatto precedentemente, cercherò di esprimere tutte le domande che possono sorgere in questi casi e con esse cercherò dare una risposta logica e razionale, evitando cosi di lasciarci prendere dal panico.

In cosa consiste l’aggiornamento Mobile-Friendly di Google?

Il Mobile-Friendly Update consentirà a Google di agevolare gli utenti che effettuano ricerche tramite smartphone. Tali utenti attualmente sono stati presi poco in considerazione da Google, il quale però sta rimediando negli ultimi mesi, introducendo prima la label “Mobile-Friendly” nelle sue serp e a breve introducendo il nuovo update.
Dopo l’aggiornamento vedremo, quindi, Google modificare gradualmente le SERP mobile, privilegiando i siti che offrono agli utenti una esperienza mobile migliore (o quantomeno che ne offrono una) rispetto ai siti che offrono una pessima esperienza ai possessori di smarphone.

Quindi se il mio sito non è mobile o responsive verrò penalizzato?

No. Google non ha mai dichiarato l’intenzione di penalizzare i siti che non sono mobile-friendly, bensì quella di premiare i siti che lo sono.

Ma se vengono premiati i miei concorrenti non equivale a dire che il mio sito viene penalizzato?

No, sono due cose completamente differenti. Una penalizzazione algoritmica di Google è qualcosa di molto grave. Infatti solitamente se si viene colpiti da una penalizzazione risulta difficile uscirne e, una volta fuori, il sito difficilmente riesce ad riacquistare lo stesso rank che aveva prima della penalizzazione. Inoltre le penalizzazioni normalmente non riguardano una sola tipologia di SERP. In questo update infatti vengono coinvolte solo le SERP mobile e non quelle desktop, le quali non verranno influenzate in alcun modo.
La prova finale la trovate nella dichiarazione ufficiale del blog di Google a questo link, dove viene chiaramente espresso
“Starting April 21, we will be expanding our use of mobile-friendliness as a ranking signal”
“A partire dal 21 aprile, espanderemo l’utilizzo del fattore mobile-friendliness come segnale di rank”
Google parla chiaramente di segnale di rank, che si aggiunge quindi alla lunga lista fattori di ranking come i link, la qualità dei contenuti, la geolocalizzazione(specialmente nel mobile), title, meta description, velocità del sito, citazioni, segnali sociali ecc ecc.. Quello che non sappiamo ancora è quanto questo fattore influenzi le SERP, ma possiamo presumere che lo farà gradualmente.

Perché tutto ciò dovrebbe tranquillizzarmi?

La mia opinione è che conoscendo il problema si può trovare una soluzione. In questo caso la soluzione sarebbe quella di adeguarsi nel più breve tempo possibile. Ma non sono del tutto d’accordo. Penso invece che coloro che non hanno ancora messo mano ai loro siti per migliorare l’esperienza mobile, nonostante che da alcuni anni si parli di mercato mobile in crescita esponenziale, di responsive design, della importanza della UX, dovrebbero continuare su questa strada, perché mi sembra palese che il loro interesse a tali argomenti e al vantaggio che essi portano è pressoché nullo.
Certo, non sto dicendo che ormai è troppo tardi ed è meglio lasciar perdere, ma a mio avviso la data del 21 aprile diventa quasi ininfluente ai fini delle conversioni per i siti non ottimizzati per mobile.
A dimostrare questo basti pensare che essere presenti nelle SERP mobile con un sito inusabile attraverso smartphone e tablet è completamente inutile. Si, probabilmente dal 21 aprile le visite totali di quel sito caleranno drasticamente, ma gli utenti che verranno persi saranno utenti che prima entravano e uscivano nel sito senza capirci nulla, senza trovare le informazioni che cercavano e probabilmente senza fare nessuna conversione. Con ogni probabilità i siti che verranno “tagliati fuori” dalle SERP mobile subiranno un calo importante delle visite, ma vedranno migliorare statistiche quali frequenza di rimbalzo, tempo di permanenza medio e percentuale di conversione perché la conseguenza inevitabile sarà l’aumento della percentuale di utenti desktop nelle statistiche di quei siti.

Ma è giusto tutto questo? Cioè che Google ti obblighi a investire anche migliaia di euro in un nuovo sito?

Sinceramente io penso di si. Guardandola da un punto di vista degli utenti tutto questo risulta più che giusto. E non solo, anche da un punto di vista dei siti che non sono al passo coi tempi. Insomma, in poche parole, se non ti preoccupi degli utenti mobile e della loro esperienza sul sito è assolutamente giusto che tu non riceva tali utenti. Non preoccupandoti di loro è come se implicitamente stai dichiarando che non li vuoi.
Google, inoltre, non obbliga nessuno a investire un solo euro per migliorare il tuo sito, ma consiglia vivamente chi non lo fa a farlo. Da un punto di vista etico è ineccepibile, considerando che se non ci pensa Google a aumentare la visibilità dei siti mobile-friendly o dei siti più preformanti e veloci ( il concetto non cambia ), ci penseranno prima o poi gli stessi utenti a non utilizzarli, iniziando sempre di più a capire, a riconoscere i siti dal dominio, a evitare i “siti spazzatura” e a scegliere chi gli offre una esperienza più veloce e pratica.

Ok, sono arrivato tardi, ma ora cosa posso fare?

Si effettivamente è un po’ tardino, però ciò non vuol dire che non si può fare nulla. Chiariamo qualche concetto su questo update:
– il primo è stato espresso in un tweet di risposta ad un utente dall’account ufficiale Google Webmasters
tablet-users-google-webmaster
ciò sta a significare che l’aggiornamento riguarderà solo gli utenti mobile e non coloro che cercano da tablet. Questo a mio avviso non cambia molto, ma potrebbe risultare molto utile in un ottica di “rattoppamento” che vedremo tra poco.

– il secondo concetto riguarda più il lato tecnico, ovvero, Google valuterà i risultati a livello di pagina e non a livello di sito. Ciò è stato riportato da Search Engine Land (qui trovate l’articolo) dopo le dichiarazioni di Gary Illyes al SMX West di qualche settimana fa.

Questo per dire che chiunque voglia adeguarsi entro il  21 aprile alle indicazioni di Google ha una soluzione alternativa al dover rifare completamente i propri siti o a dover creare interi siti mobile.
L’alternativa che sto per proporre la consiglio solo a coloro che vogliono fare le cose di fretta e hanno poco tempo a disposizione. Per tutti gli altri l’unica soluzione è quella di sedersi e pensare a una strategia per migliorare la User Experience dei propri siti, magari facendosi aiutare da un bravo consulente.

Considerando che Google valuterà ogni singola pagina presente nelle SERP e non darà una valutazione complessiva al sito è possibile pensare di offrire una interfaccia grafica ottimizzata solo alle pagine che ricevono più visite dalle ricerche mobile, rinunciando ovviamente alle pagine minori. Prima però è necessario raccogliere informazioni su queste pagine e per farlo ci serviamo dei dati di Google Analytics (pagine di destinazione) o di qualsiasi altro sistema monitoraggio installato nel sito. Attenzione però a raccogliere i dati nel modo corretto, tralasciando le visite di utenti che usano tablet e destkop, in quanto non interessati dall’aggiornamento.
Andremmo poi a creare delle pagine mobile ad hoc solo per le pagine scelte (solitamente homepage e pagine relative ai servizi), preoccupandoci di ottimizzare queste nuove pagine solo per la visualizzazione da smartphone. Sarà poi sufficiente inserire dei reindirizzamenti a queste pagine nel caso di visite da mobile, ricordandoci però di controllare la correttezza di meta tag importanti come canonical e viewport. Basta infine verificare il tutto con strumenti come Mobile-Friendly Test e Mobile Usability Report offerti gentilmente da Google ed ecco! Il gioco è fatto!

Si certo, ammetto che non sia una buona soluzione, anzi è pessima, infatti sicuramente non è applicabile per siti di news o e-commerce con migliaia di contenuti, ma potrebbe risultare interessante per tutte le altre tipologie di siti, consentendo di guadagnare un po’ di tempo per adeguarsi ai tempi. Ma soprattutto questa soluzione è interessante per coloro che necessitano di “rattoppare” il proprio sito, perchè temono l’imminente arrivo del

MOBILE-FRIENDLY UPDATE!!!!

paura

 

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